mercoledì 30 settembre 2009

Liga a Verona

Di nuovo in ufficio.
Ieri sera è stato veramente bello! Amo moltissimo la musica, ha il potere di commuovermi sino alle lacrime, e l'orchestra dell'Arena di Verona è riuscita a farmi versare almeno un paio di lacrimucce.
Il Liga è sempre fantastico dal vivo e ci ha regalato 2 ore piene da favola. Oltre alle canzoni orchestrate c'è stato spazio anche per un po' di sano rock.
Eravamo vicinissimi al palco, lateralmente, ed abbiamo visto il concerto benissimo.
Insomma: ottima serata!
Io e il bro in Arena
Migliaia di candeline per Luciano

Luciano ^_^
Capitan Fede Poggipollini sempre grande
Niccolò Bossini, il nuovo chitarrista
..davvero NIENTE MALE!!


Anche questa volta l'hotel era piccolo e un po' strambo (il vecchietto che lo gestiva non sapeva usare il bancomat e son dovuta andare a prelevare e aveva, purtroppo, un problema a parlare per cui non capivo una mazza di quel che diceva: le figuracce si son sprecate!), ma pulito e centrale, per cui ha fatto il suo dovere.
Comunque stamattina ho un sonno esagerato e non vedo l'ora di essere a casina!

martedì 29 settembre 2009

Viaggi

Come si può intuire stasera laEli e il bro se ne vanno a Verona al concerto sinfonico del Liga.
La cosa ha un primo risvolto positivo nel fatto che lavorerò solo sino alle 16 e poi me ne scappo in stazione..speriamo che 'stavolta l'hotel sia più decente dell'ultimo!!
Ligabue ormai l'ho ascoltato in tutte le salse, ma in versione sinfonica mi manca.
Il primo suo concerto cui sono andata risale a 8 anni fa e da allora, ogni volta che ne ha tenuto uno, ho risposto alla chiamata.
Intanto mi sto anche preparando per il week end di ottobre in Valle Engadina che dovrebbe regalarmi paesaggi simili:
Ovviamente è ancora tutto in sospeso, ma intanto mi sto informando..
Purtroppo devo portarmi un po' avanti col lavoro dato che perdo un paio d'ore e devo lasciarvi subito..ci si rilegge domani!

lunedì 28 settembre 2009

Matrimonio A&A

Ecco come promesso qualche foto al matrimonio di sabato:

Qui sono con le ragazze dell'addio al nubilato
Io e il freghino mio bellissimo
LaEli in versione intera
Non potevo non presentarvi anche Anna ed Andrea, gli splendidi sposi cui faccio ancora milioni di auguri!!

Di matrimoni e cinema

Atto I
Sabato sono di scena.
Le scarpe alla fine le avevo trovate giovedì, ma ero corsa a cambiarle il giorno dopo, in zona Cesarini, perchè appena provate mi si era staccata la rosellina in punta:
Fortunatamente tutto risolto con gentilezza dalle squisite propietarie del nogozio.
Ovviamente non avevo trovato i fantasmini adatti e le calze prese al volo all'Oviesse si erano rivelate color carne-lucida mooolto "da vecchia" per esser precisi. Vabbeh: quello passava il convento.
La cerimonia è durata un po', fra i canti del mio vecchio coro (ommiodio, i bimbi che ho visto entrare alle elementari oggi hanno 20 anni!!!) e la predica piuttosto impersonale del loro padre spirituale. Mi aspettavo di meglio se devo esser sincera.
Il migliore è Padre Franco, ex missionario da combattimento, che se ne esce con gli avvisi finali esordendo così: "il primo avviso è che il capitale sociale della parrocchia risulta oggi arricchito...da un 60 Kg di Andrea e un...ehm...60? 58? Vabbeh, altrettanti di Anna!"
Segue lancio del riso, sorrisi e sospiri di sollievo perchè ha smesso di piovere e striscioni da stadio preparati dai ragazzi della compagnia sul sagrato.
Ci spostiamo ad Erba, in una villa dal nome impronunciabile, e iniziano aperitivi e pranzo.
Ci sono un sacco di compagni del liceo che non vedo da anni, fra i quali un paio con prole al seguito.
La sensazione è sempre quella di vedere i compagni di scuola che giocano a "fare i grandi", ma proprio non riesco a vederli come ormai adulti 27enni con mogli e figli.
Il mio tavolo è proprio quello delle famiglie: 2 compagni coi bimbi, uno di 4 anni, l'altro di 10 mesi.
Considerato il mio amore per i bambini non è esattamente la collocazione ideale, ma ovviamente va bene così.
Tommy e la sua compagna sono medici, lui si sta specializzando in gastroenterologia, lei in neuropsichiatria infantile. Il loro piccolo non lo avevo mai visto: dorme per buona parte del pranzo, somiglia al papà.
Teo e la moglie invece coccolano il loro primogenito, il più piccolino presente. Ha i capelli rossi e gli occhi azzurri come i genitori. Con lei non avevo mai parlato e mi fa un'ottima impressione. E' un'architetto e viene della Serbia e mi pare una di quelle donne dolci e forti al tempo stesso: mi piace.
In ultimo Filippo e la sua compagna francese che, poverina, ha l'influenza ed il viso sofferente.
Luca cerca di star sveglio, ma le ultime settimane, il peso del cibo ed il vino ne decretano il lento declino, sempre più inclinato sulla sedia in posizione quasi supina.
Io poi non posso nemmeno accompagnarlo a fare 4 passi perchè con le scarpe nuove con il tacco (anche se davvero minimissimo) non mi muovo con facilità.
Ad ogni modo il pranzo va come deve andare, gli sposi girano fra i tavoli radiosi. Anna è bellissima, con un vestito semplice che le dona molto. Andrea è raggiante e molto sicuro di sè, come non lo vedevo da tempo.
Io mangio con moderazione dato che, come al solito, più della metà del menù non mi piace, ma devo dire che arrivo a sera sazia.
Torniamo a casa verso le 21.40 stanchi morti: ci infiliamo a letto e tanti saluti!

Ah: questo è il mio vestito..foto parziale fatta in casa prima di andare a nanna.
Spero di recuperarne di più decenti nei prossimi giorni!


Atto II
Ieri sera cinema: Basta che funzioni di Woody Allen.
Che dire? Il film è carino, si ride di gusto ed in modo intelligente - il che, ammettiamolo, è raro ultimamente - ma nel complesso il film non mi convince del tutto.
Anzittutto non amo troppo che l'attore si rivolga direttamente alla camera, ma in alcuni casi ci sta anche. Qui però, il fatto che il resto dei personaggi venga coinvolto in quest'operazione, sottolineando ancor più la forzatura non mi è piaciuto, anche perchè l'ho trovato un debole mezzuccio per sottolineare che solo Boris, il protagonista appunto, avesse la "visione d'insieme".
La sceneggiatura è "alleniana", le battute fulminee sono quelle che abbiamo imparato ad amare negli anni e che mancavano ultimamente nei suoi film, ma molti punti della sceneggiatura sono poco fluidi, le coincidenze forzate ed ingenue (il padre di lei che capita in un bar frequentato da gay ed in 5 minuti capisce di essere omossessuale??!). Ben diverso dall'idea del fato senza controllo nè "giustizia" che muoveva le vicende del cinico arrivista di Match Point, film che non annovero fra i miei preferiti, ma che aveva quella cattiveria che qui manca.
Il film diventa, in un modo discontinuo, corale e superficiale.
Insomma, Woody ritorna al suo vecchio stile, ma non è più quello di una volta.
Ad ogni modo lo consiglio comunque, ma anche in DVD, senza impengo.

venerdì 25 settembre 2009

parole

Bisogna stare attenti alle parole. Nella società dell'apparenza, del video e dell'immagine, notate come si faccia sempre grande attenzione all'utilizzo dei termini.
Famoso il cavillo di Ghedini: «Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile».

Se appena appena osi fare un ragionamento e puntualizzare, ad esempio, che i parà morti in Afghanistan non erano "eroi morti in missione", ma "militari impegnati in una occupazione che facevano il loro mestiere", esattamente come tutti gli operai che muoiono ogni anno sul suolo italiano, ecco che vieni tacciato di atteggiamento anti italiano.
Siamo tutti bravi a sentirci patriottici quando muore Mike Bongiorno e ricordiamo, con gli occhi colmi di lacrime, la nostra infanzia televisiva comune, poi capita che una donna come Teresa Strada, moglie di Gino, co-fondatrice di Emergency, si spenga in silenzio, lontano dai riflettori, forse come avrebbe voluto, di certo come non meritava.
E allora ricordiamo anche che il silenzio non deve essere censura, ma rispetto.

Ieri sera alla fine Travaglio ha fatto il suo monologo ad Anno Zero. Si apre così:
Secondo voi questa frase è gossip?
“Il ricorso alle prostitute e alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica amministrazione perché ho pensato che le ragazze e la coca fossero una chiave di accesso per il successo nella società”. E’ la conclusione del verbale di Giampaolo Tarantini,il 29 luglio scorso, davanti alla Guardia di Finanza di Bari, dov’è indagato per favoreggiamento della prostituzione e cessione di droga a proposito di forniture di ragazze per le feste di Berlusconi(...)"

Concita De Gregorio, direttrice de L'Unità, ospite in studio, pone l'accento sulla mercificazione del corpo della donna, su come coca+donne sia un binomio venduto a peso che dà accesso al potere, che apre porte ed opportunità.
L'intervista alla D'Addario mostra una donna figlia della nostra società, una donna consapevole del suo ruolo, della sua partecipazione al gioco delle parti del potere, al circolo vizioso che ci vuole, noi donne, valorizzate solo in base alla nostra disponibilità, al nostro aspetto fisico e poco altro.
Io credo che tutta questa faccenda sia una grande SCHIFEZZA, un pantano da cui è impossibile tirar fuori dal cilindro magico innocienti e colpevoli in vario grado.
Non c'è assoluzione perchè nessuna la invoca, perchè è solo una ricerca affannosa di un alibi, nulla più.
"Utilizzatori finali", magnaccia d'alto bordo, prostitute chiamate, pudicamente (?), "escort"... notate come si scelga sempre il termine/alibi che smussi gli angoli e si cerchi sempre di non dire troppo, di non offendere, di non prendere posizioni?

Io sono italiana, il mio senso patriottico è sempre lo stesso: non si esalta se vince la nostra nazionale, nè se muore un nostro soldato.
Sono italiana perchè abito in questo Paese bellissimo, ricco di gente appassionata, di persone generose, di ricercatori che, anche se all'estero, tengono alto il nome della Nazione.
Io sono un'italiana, e lo ammetto, che guarda con sospetto lo straniero, ma che non lo vuole scacciare: lo vuole integrare in modo da non temerlo più..perchè è la nostra paura che alimenta la loro ghettizzazione e la visione distorta che ne abbiamo.
Io non mi sento anti italiana anche se a volte detesto l'idea che regaliamo al mondo, frutto di un Governo che non mi rappresenta, alimentato da un'opposizione che non esiste.
Io sto attenta alle parole, le misuro, ma ne sono avida, le analizzo, le ascolto.
E cerco di capire.
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