mercoledì 11 novembre 2009

smarrita

Una volta che la parola
ha deciso di entrare in rapporto con il mondo
infinita è stata la fine.

Karl Kraus
Sprüche und Widersprüche


Alda Merini diceva che la logica del dolore è la poesia ed io sono pienamente d'accordo.
Quando sono triste, come oggi, immancabilmente torno alle mie antiche forme di sofferenza, torno ai giorni del mio incasellare parole, al mio estuario di termini alla rinfusa che premevano, come al collo di una bottiglia.
Mi sono imposta la sopravvivenza, l'azione contro la staticità del dire.
Perchè scrivere poesie significa cristallizzare l'impalpabile, costringerlo in una natura differente e snaturarlo, ma renderlo anche gestibile, poterlo toccare.

Il mondo e la parola.

"I libri sono una terapia un po' morta"
(A. Merini)

Oggi proprio non va, n on gira, non in grana.
Oggi sono triste e stanca e piena di pensieri. E mi manca il linguaggio, il MIO linguaggio, per farli uscire e non temerli più, e non subirli.
Metterò ordine.
Ma non oggi.

martedì 10 novembre 2009

La7

Nel desolante panorama televisivo c'è un canale che, nonostante svariati scivoloni, tutto sommato è sempre da tenere d'occhio. Parlo de La7 .
Intanto io adoro la sua Valigia dei Sogni, il contenitore che ripropone i grandi classici del cinema italiano e non.
E poi ha il coraggio di mandare in onda spettacoli come quello di Paolini di ieri sera: "Miserabili, io e Margaret Thatcher".
Trasmettere, in prima serata, senza interruzioni pubblicitarie poichè in diretta, uno spettacolo teatrale è, a mio avviso, un gesto di grande coraggio.
Di certo la maggiornaza degli italiani avrà scelto le gesta del Grande Fratello, ma non venitemi a dire che non c'era un'alternativa valida in tv ieri sera!
Purtroppo la solita stanchezza da lunedì mi ha impedito di tenere gli occhi aperti sino alla fine, ma ascoltare l'affabulazione convinta e necessaria di Paolini, le musiche, ed i testi soprattutto, de I Mercanti di Liquore, è stato un ottimo modo di trascorrere la serata, finalmente convinta di non subire il palinsesto, ma di scegliere qualcosa di buono.
Speriamo ci siano altre occasioni così, in mezzo al ciarpame che ci offre giornalmente la televisione italiana.

lunedì 9 novembre 2009

Nemico Pubblico

Il week end è stato un po' faticoso, lo ammetto.
Un'ora di tennis dopo 2 settimane di fermo totale mi ha devastato i quadricipiti e così domenica ero praticamente inferma.
La degustazione di vini novelli che doveva durare un'oretta mi ha tenuta ferma in piedi per quasi 3 ore ed alla fine della fiera domenica pomeriggio ho dormito sin quasi alle cinque e tanti saluti alla mostra di Hopper!
In compenso aperitivo e cinema ce li siamo fatti senza problemi.
Nemico Pubblico non mi ha entusiasmata per alcune ragioni che andrò a spiegare e mi ha deliziata per un'unica ragione che ha un nome ed un cognome: Johnny Depp.
Sarete d'accordo nel dire che nel confronto fra il vero Dillinger e il nostro beneamato Johnny, il noto criminale non ha proprio speranze.
A parte l'isteria adolescenziale pro Depp, il film è abbastanza lineare e godibile.
La regia di Mann, però, è ormai legata al digitale e la cosa non mi esalta. I movimenti di macchina sono molto meno fluidi ed eleganti, la grana piatta, i colori falsati e a volte l'attenzione si perde un po' quando si notano questi particolari.
Insomma, avrei preferito, essendo un film comunque storico, la pellicola, sul genere "Era mio padre" perchè la trovo molto più adatta ed efficacie.
In film come Collateral, sempre di Mann, ho apprezzato la tecnica, ma qui stona proprio.
Nemico Pubblico in ogni modo è un gangstar movie con un sacco di sparatorie, la trama lineare si segue senza fatica e l'affezione per il Robin Hodd della Grande Depressione non è nemmeno così marcata.
La regia e la fotografia sono sempre di livello (si nota lo zampino del nostro Dante Spinotti che aveva già dato prova di muoversi bene nell'ambiente noir/poliziesco in "L.A. Confidential", uno dei mie film preferiti) ed i rimandi a colori, luci ed atmosfere del mio beneamato e sopraccitato Hopper rendono alcune inquadrature, come questa, veramente splendide:
Per il resto la ricostruzione storica pare accurata, i dialoghi sono asciutti e verosimili, seppur profumino dell'alone di mito che circonda Dillinger.
Depp potrebbe intrerpretare anche un'arancia matura spiaccicata sotto un albero e sarebbe credibile, Bale è all'altezza, anche se non posso proprio annoverarlo fra i miei attori preferiti, il personaggio della Cotillard mi pare acquisti dignità solo alla fine, spogliata del suo ruolo marginale con poco spessore, con quelle lacrime e l'espressione di sfida che si sgretola in un momeno davanti alle ultime parole del suo amato.
Eh, mi direte voi, ma allora ti è piaciuto!!
C'è una sottile differenza fra un compito ben svolto, ma freddo, ed un compito magari imperfetto, ma fatto con cuore e passione.
Questo film è un buon prodotto, ma non mi resterà nel cuore di sicuro.

P.S. : come ogni film tratto dalla realtà storica, anche in questo caso le note a margine sono risultate, per me, le più interessanti, ossia scoprire la sorte di "Billie" Frechette, la donna di Dillinger, e dell'agente Purvis, la sua nemesi.
Mann concede ai due una riga di chiusura che però si è rivelata un po' debole.
La prima infatti uscita dal carcere ha girato gli Stati Uniti con la famiglia di Dillinger prendendo parte ad uno show chiamato "il crimine non paga" dove raccontava della sua vita nel mondo dei gangster.
Il secondo, che il regista vuole morto suicida, in realtà è sì morto a causa di un colpo di pistola autonflitto, ma non è chiaro se si sia trattato di suicidio o di un incidente.
Come a dire: mai fermarsi ad una prima lettura e informarsi sempre, anche quando si tratta solo di un film. ;-)

venerdì 6 novembre 2009

Finesettimana

Si avvicina il week end per fortuna.
Questa settimana proprio non mi è piaciuta, a parte la cena con Sergio, e ho tanta voglia di riposarmi.
I programmi mi vedono impegnata sul campo da tennis domani pomeriggio, ad un aperitivo domani sera e ad una degustazione di vini domenica.
Per il resto RELAX!
Chissà, magari ci potrebbe scappare anche un cinemino a vedere "Nemico Pubblico" che è uno di quei film che anche fosse 'na ciofecata, vedrei solo per il buon Johnny.
Ieri invece son stata al solito Panpepato dove, fra una cosa e l'altra, mi sono impossessata di questi splendidi giuliellorecchini:
Me n'ero già innamorata sul blog di Giulia quando li aveva presentati tempo fa e appena li ho visti da vicino me ne sono appropriata. Li trovo davvero di classe e già li adoro! Di sicuro li sfoggerò all'aperitivo di domani...
Ah, e la bella notizia è che qualcuno ha comprato un mio paio di orecchini!! Ebbene sì: non ricordo assolutamente quali, ma li hanno venduti! Come a dire che il mio lavoro è stato apprezzato da qualcuno e la cosa è splendida.
Bene, vi lascio augurando buon week end a tutti e a rileggerci lunedì..

giovedì 5 novembre 2009

Fantàsia

Non ravvisate un'incredibile somiglianza fra la compianta Alda Merini e l'irresistibile Strega delle Lande del "Castello errante di Howl"?
Sarebbe bello pensare che, senza conoscerla, il grande Miyazaki avesse attinto dalla Fantasia la nostra Alda...

Scusate, ma sono un po' sotto shock per una notizia appena ricevuta e non riesco molto a scrivere...magari domani, eh?.....
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