giovedì 17 febbraio 2011

pessimismi

Magari ci si aspetta ch'io festeggi. No, io navigo ancora nel pessimismo.
In uno Stato normale, a questo punto, il rappresentante del Governo dovrebbe essersi dimesso da un pezzo. E a chi mi taccia di bigottismo e perbenismo rispondo che non me ne importa nulla se il signor Silvio Berlusconi decide di andare a puttane, ma se a puttane ci manda l'immagine del Paese, me compresa quindi, e se non riesce a ricoprire con ONORE la carica assegnata dovrebbe avere il buon senso di dimmettersi. Punto.
Un Presidente del Consiglio che si inguaia con minorenni, festini etc etc mi fa veramente schifo.
La forza di Berlusconi, come leggo nel bel libro di Gramellini e Fruttero, è quella di presentarsi come "uno di noi" (e lasciatemi dire che in quel noi io non mi voglio riconoscere), un italiano medio piagnucoloso e vittimista, coi suoi mille vizi. L'identificazione con chi ci rappresenta dovrebbe porlo al riparo d'ogni giudizio secondo il ritornello del  "così fan tutti".
Ora verrà giudicato, magari condannato, patteggiando una pena irrisoria, non lo so. Che vada in galera, che paghi se ha commesso i reati contestati, è giusto, ma mi importa relativamente. Vedo Berlusconi come un cancro che va debellato, semplicemente, per cui mi interessa solo che scompaia dalle scene, che smetta di convincerci che siamo viziosi, egoisti e cattivi. Vorrei che qualcuno invece ci spronasse a migliorarci, a specchiarci in una rappresentanza politica e dello Stato che sia modello ed esempio.
E proprio per questo, gurdandomi intorno, rimango pessimista.
Se anche, per miracolo, Berlusconi sparisse non c'è una sola figura dell'opposizione in cui credere. Bersani che è subito corso a leccare il culo alla Lega, Fini e accoliti che attendono di veder passare il cadavere del nemico.. E chi altro? Il cosiddetto Terzo Polo? No comment.
Nessuno ha la forza del Cavaliere, diciamocelo, e nessuno avanza proposte concrete in un atteggiamento che va solo "contro" il berlusonismo.
E io, che di politica non me ne intendo, che mi aggrappo solo al mio sentire "di sinistra", scendo in piazza quando posso col popolo (viola) arrabbiato, chiedo qualcuno che possa davvero guidare il Paese. Anche a livello culturale.
Perchè a me, da uno che mi ripeta che è solo un piccolo uomo peccatore coi mille vizi che hanno i piccoli uomini peccatori, ma i mille mezzi di un Presidente del Consiglio nonchè imprenditore ricco sfondato, non mi va d'essere governata.
E ora spero che le cose cambino, ma in verità il cielo sopra le nostre teste è ancora molto nero.

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