martedì 11 novembre 2008

" (...) battendo sempre sullo stesso chiodo può persino crollare una casa (...)"
" (...) Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale. I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali. I pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto di no (...)"
"(...) Che cos’è il potere, secondo te, dove è, dove sta, come lo stani?
Il potere è un sistema di educazione che ci divide in soggiogati e soggiogatori. Ma attento. Uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano nello stesso modo. Se ho tra le mani un consiglio di amministrazione o una manovra di Borsa uso quella. Altrimenti una spranga. E quando uso una spranga faccio la mia violenza per ottenere ciò che voglio. Perché lo voglio? Perché mi hanno detto che è una virtù volerlo. Io esercito il mio diritto-virtù. Sono assassino e sono buono. (...)"
"(...) una educazione comune, obbligatoria e sbagliata che ci spinge tutti dentro l’arena
dell’avere tutto a tutti i costi.
(...)"
Da "Siamo tutti in pericolo" (1° novembre 1975), intervista di Furio Colombo a Pier Paolo Pasolini

Ho messo un po 'di carne al fuoco perchè, ogni tanto, mi piace tuffarmi in Pasolini e penso che quanto sopra riportato sia pertinente con le agitazioni di questi giorni e mi pare di leggervi anche un certo dualismo provocatorio nel punto di vista.
Ieri sera ho letto uno stralcio di un suo articolo all'uomo in merito alla droga ed alle ragioni che possono portare un essere umano a drogarsi. La mia era una sorta di provocazione: Pasolini non dà certo un quadro esaustivo, nè si premura di convincerci di qualcosa. Espone una tesi precisa, particolare sul problema, se vogliamo una tesi CULTURALE che, vista la tematica, mi pare innovativa in quanto non rimanda ad un contesto sociale di degrado o ad un quadro clinico/psicologico della persona.
Il breve dibattito che ne è seguito mi ha molto incuriosita.
Mi piace parlare con Luca anche di queste cose perchè abbiamo idee differenti su alcuni punti. Non inconciliabili, almeno non del tutto, ma comunque prospettive diverse anche se, a suo merito, devo dire che forse lui è più malleabile di me.
Ad ogni buon conto, dopo aver ammesso una simpatia ed una certa stima per il Pasolini intellettuale, ed essersi dichiarato d'accordo con alcune sue dichiarazioni, si è affrettato a sottolineare la sua condanna al Pasolini uomo in quanto pedofilo.
La questione è annosa e non mi sono nemmeno affannata a contraddirlo anche perchè non mi interessava più di tanto farlo.
Mi ha incuriosita la sua reazione perchè è un attacco diffuso che viene mosso e che un po' mi disturba in quanto nel momento in cui si tira in ballo Pasolini ci si affanna a giudicare la sua vita privata cosicchè le sue idee passano un po' in secondo piano (e questo è un discorso generale, in quanto ieri sera so bene che "l'attacco" era rivolto alla piccola "rossa" che Luca si trova in casa).
Vorrei ci fosse più attenzione invece a ciò che ha lasciato.
Pierpaolo Pasolini è morto. Cosa interessa OGGI quale fosse la sua tendenza sessuale? Che valora può avere ORA, tirare in ballo le accuse (molte infondate come risulta dai vari processi) che gli furono mosse all'epoca?
Nel 2008 Pasolini E' la sua opera, le sue parole. La persona Pasolini (purtroppo) non esiste più con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti umani.
Non sono qui per santificarlo come uomo, ma per rendere omaggio alle sue idee, all'eredità che ha lasciato che trovo importante e necessaria.

Poche ore dopo aver rilasciato l'intervista sopra riportata, Pasolini è stato assassinato e con lui se n'è andata una voce capace di scuotere e far riflettere, di provocare e risvegliare coscienze. Chi fosse ha ormai poca importanza. Cosa fosse, cosa dicesse..questo penso sia l'unico punto degno di nota.
Ma forse sono anche io una sputasentenze... ;-)

1 commento:

dr3na ha detto...

Non conosco ancora bene Pasolini, ha lasciato un'opera immensa, ma quel poco che conosco lo sento importante. Circa le sue tendenze sessuali le considero molto più che irrilevanti, tanto più che sono state sfruttate per inscenare un'omicidio che è tuttora senza un vero Responsabile (al di là del ragazzetto che è uno dei meri esecutori).
Pasolini mi pare avesse una lucidità di critica veramente forte. In questo senso, pur conoscendolo poco, credo che abbiamo perso tanto. Ancor di più pensando a quanto poco spazio gli si dedica nel percorso di studi.

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