venerdì 28 maggio 2010

E' arrivato l'iPad. Da adesso gli italiani potrenno NON leggere libri e giornali anche in formato elettronico.

In un bell'articolo sull' inserto di oggi di repubblica, Michele Serra risponde ad un lettore in merito alla dilagante tendenza a reputare una stupida perdita di tempo informarsi e studiare contro il far soldi subito.
Viviamo un momento storico dove la figura dell'intellettuale è relegata ai margini della società (non so dire se per scelta delle masse o per inadeguatezza degli intellettuali stessi) e vista come inutile: ciò che conta davvero è essere più furbi, avere più successo e raggiungere maggiore popolarità degli "altri".
Il confronto non è più con sè stessi, coi propri limiti: si corre solo un'esasperata corsa al sole della ribalta. Studiare significa condannarsi all'insuccesso, significa immolare i migliori anni della propria vita per un futuro precario e frustrante.
Questa è l'Italia dei furbetti, delle barzellette che ci rappresentano tristemente all'Estero. L'Italia delle scorcatoie, del "fatta la legge, trovato l'inganno".
Siamo sempre stati un po' così, ma in modo positivo, creativo. Oggi stiamo diventando un popolo macchietta, egoista e triste, ossessioanto costantemente dall'acquisto del prossimo status symbol.
La cultura è sinonimo di libertà. Come diceva Gaber, ed io ne sono convinta, "libertà è partecipazione" e se io non so di cosa sto parlando come posso partecipare?  Posso solo restare agli angoli, subire la Storia senza capire, sorridendo beotamente davanti all'ennesimo giocattolino tecnologico.
Siamo meglio di così: io ancora ci credo...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se non fosse stato l'ipad sarebbe stata la macchina, il divanetto di pelle dal design di moda o chissà...

Il problema imho non è studiare o no, ho visto gente con la 3° media diventare persone di successo oneste spaccandosi la schiena dalla mattina alla sera. Il problema è il continuo disinteresse per la "res publica", che colpisce sopratutto le nuove genereazioni (ma un pò tutti in fondo). E questo fà solo comodo a chi detiene il potere, perchè può agire totalmente indisturbato (e lo si vede).
Poi ci si sveglia a 30 anni, con un lavoro precario senza mai essere interessati a nulla, capendo che si è nella merda, e giù a fare manifestazioni in piazza contro il berlusconi di turno. Come ci siamo arrivati fin là però non interessa a nessuno. E intanto la storia si ripete.

Elisond ha detto...

E già... siamo ridotti così. Però penso anche che ci meritiamo molto di quello che ci sta capitando. Cioè le cose mica accadono per caso. La nostra classe politica ci rappresenta benissimo. Onesti davanti agli altri, ladri non appena c'è l'occasione. Dal parcheggiare in doppia file che "tanto ci metto un attimo" al farsi regalare una casa vista colosseo sono tutte facce di una dilagante, radicata ed atavica mancanza di senso dello stato. E quindi chi può arraffa con gli applausi di alcuni e l'invidia di chi non può farlo. perché oramai anche la legge è dalla loro parte.
Un'ultima cosa... ma non c'era la crisi? Allora chi sono tutti quelli che si stanno comprando un IPad al minuto per soli 499 Euro?

Elisond

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