giovedì 17 giugno 2010

libertà di parola (?)

Quando l'ho sentito dire che non c'è libertà di parola in Italia mi sono venute le coliche.
Volevo scriverne io, ma mi pare che questi due articoli rendino perfettamente l'idea e siano, almeno da me, condivisibili al 100%, per cui...

Da L'Unità di oggi:
"A Berlusconi sta proprio a cuore il bene del Paese. Il premier è molto sensibile al problema della privacy dei suoi cittadini, così non perde occasione per ribadirlo. Parlando all'assemblea di Confcommercio rivela che in Italia «siamo tutti spiati, ci sono 150mila telefoni sotto controllo» e questo è «intollerabile». Poi snocciola i suoi calcoli: «Ciascuno di noi parla nel tempo con 50-100 persone. Basta moltiplicare 150 per 50 persone, significa che ci sono 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate». Così giunge al cuore della questione: «Soltanto io sono stato ascoltato da una piccola pretura come quella di Trani 18 volte e puntualmente sono finite sui giornali. Ci rendiamo conto che così non siamo in un paese civile, non è una vera democrazia. Non viene tutelata la libertà di parola, non possiamo tollerarlo più».

«I numeri sulle intercettazioni smentiscono le affermazioni del presidente del Consiglio». Così il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, ha replicato a Berlusconi.
*

E perfino Umberto Bossi da Torino rintuzza: «Se qualcuno fa qualche emendamento non si butta nel cestino, si discute». E a chi gli chiede delle frizioni all'interno della maggioranza, tra il Premier Berlusconi e il presidente della Camera Fini su questo tema, il ministro risponde: «Fin quando tiene la Lega, tiene il Governo».

«Questa non è vera democrazia, non c'è la tutela della libertà di parola», arriva però a dire Berlusconi.
Se fosse per lui questa sarebbe la priorità, le intercettazioni. E verrebbero prima di tutto, anche della manovra economica richiesta dall'Ue o di una qualunque misura per far sentire meno la crisi ai cittadini. Ma le regole della politica sono altre e anche il premier deve sottostare alla volontà del presidente della Camera. Così, pur lamentandosi delle lungaggini parlamentari per il via libera al testo, il premier ammette sconsolato che «ora alla Camera si parla di mettere il ddl in calendario per settembre».

Ma non è tutto. Ci sono altre priorità, per il bene del Paese e dei suoi cittadini. Secondo Berlusconi bisogna riformare «le istituzioni del Paese e la Costituzione per renderla adatta alle esigenze di un Paese moderno, che vive in una globalizzazione totale e deve avere gli strumenti per intervenire con tempestività ed efficacia». Al premier non piace la Carta e vorrebbe più poteri.
Così arriva a dire: «L'architettura istituzionale scritta dai nostri padri risentiva del timore che ritornasse la dittatura. E quindi hanno spartito i poteri tra i diversi organi: Parlamento, capo dello Stato, Corte Costituzionale, e tolto ogni potere al Consiglio dei ministri e al presidente del Cdm». Dunque, «bisogna riformare la Costituzione».

Pensando ai pochi poteri che ha come presidente del Consiglio, Berlusconi viene preso da un momento di scoramento. Così ammette: «Quando un imprenditore come me pensa alle cose da fare, poi si scoraggia, perché per arrivare a un risultato concreto bisogna passare le forche caudine di tante difficoltà che a volte uno pensa "chi me lo fa fare, torno a fare quello che facevo prima o me ne vado in pensione"». Ma poi si ricorda dei suoi cittadini e del loro bene e così ritorna l'ottimismo: «La gente apprezza il Governo ed è questo consenso che ci induce a perseverare e a non darci per vinti».
"

* E sui numeri sparati dal premier, sempre da l'Unità di oggi:
"«I numeri sulle intercettazioni smentiscono le affermazioni del presidente del Consiglio». Così il presidente dell' Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, ha replicato, a Silvio Berlusconi che ha detto che non c'è vera democrazia perché sette milioni e mezzo di persone possono essere ascoltate.

«Il numero dei soggetti intercettati è sensibilmente inferiore» a quello indicato dal premier, ha evidenziato Palamara. In particolare, nel 2009 sono state 119.553 le utenze telefoniche intercettate, 11.119 gli ambienti sottoposti ad ascolti e in tutto i «bersagli» intercettati sono stati 132.384. Il tutto per un costo di 272.665.168 di euro.

Sono «spese che vengono anticipate dallo Stato e che poi vengono recuperate a carico dei condannati», ha spiegato il vice presidente dell'Anm, Gioacchino Natoli, evidenziando che «se chi lo deve fare non ottempera a questo dovere, non è certo colpa della magistratura». Oltretutto Natoli ha fatto presente che i canoni che lo Stato paga alle compagnie telefoniche per questo servizio non esistono in altri paesi
."

Berlusconi continua a battere sul chiodo della "tutela della privacy" che, quanto meno, sarebbe (condizionale d'obbligo), un problema minore dell'Italia odierna, ma non si sofferma mai sulle conseguenze del ddl in materia di seri danni alle indagini, impossibilità per le forze dell'ordine e per i magistrati, di lavorare serenamente.
Oggi la polizia può fare riprese video (senza audio) in luoghi pubblici senza permesso del giudice (nelle indagini per spaccio ad esempio). Non sarà più possibile, neppure per mafia o terrorismo.
Oggi si possono intercettare le utenze della vittima del reato e dei suoi familiari (è utile nei sequestri o in ambiti
mafiosi.) Con il ddl non si potrà, neanche per mafia o terrorismo.
Oggi si possono intercettare i telefoni pubblici e gli internet point (così furono scoperti gli assassini di D’Antona). Con il ddl non si potrà.
Gente: sveglia!

2 commenti:

Elisond ha detto...

Certe volte mi viene voglia di sbattere la testa al muro così tanto da diventare stupida e non capire più che stiamo affogando nel mare del grottesco e della dittatura. Velata, ma sempre dittatura. Niente colpi di stato o qualcosa di eclatante, ma un processo continuo e costante di erosione del diritto, del senso civico, della costituzione. Pezzetto pezzetto la cricca suprema si sta facendo avanti e si fa ogni giorno più prepotente, tracotante.
Sabato pomeriggio ho portato un passerotto malmesso al centro LIPU che qui a Roma sta a Villa Borghese... stavo rientrando in macchina con cuore piccolo piccolo per il passero, quando mi giro e vedo scendere da una scalinata un esercito di bodyguard a proteggere lo psiconano. Mi è venuta una rabbia sorda a vedere la persona che ci sta trascinando nel baratro per i suoi sordidi interessi. Sono salita in macchina e me ne sono andata, slalomando tra le macchine che si erano fermate a guardare a bocca aperta "l'uomo di stato", lo stesso uomo che sta regalando il nostro paese alle mafie e agli interessi personali di loschi individui.
Scusa ho scritto un papiro, ma sono davvero indignata e impotente.

Elisond

Veggie ha detto...

Fosse una novità che non c'è libertà di parola in Italia... ormai è aria fritta...
E c'è sempre chi sa fare in modo di rigirare la frittata a suo pro...
Ma certo, cerchiamo di peggiorare pure le cose... anche se peggio di così, oggettivamente, mi sembra molto difficile...
Al solito, le leggi si fanno al servizio di chi fa le leggi... il resto del popolo, vabbè, e chissene?!... E' per questo che l'Italia va a rotoli... anzi, continua a rotolare...

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