martedì 2 settembre 2008

1° giorno

Sveglia non troppo presto e fra un "bagaglio" e l'altro e i miei guanti nuovi che non si trovano, persi nella nostra magione di 2 stanze, iniziamo a prepararci.
Aspetto sino all'ultimo prima di indossare la mia scomoda e pesante tenuta da zavorrina: pantaloni con le protezioni, la tartaruga per proteggere la schiena e la mia favolosa giacca di pelle nera.
Le borse laterali vengono sormontate dal mio pesantissimo zaino con l'attrezzatura per la pioggia e dalla sacca portatenda SENZA TENDA, dove abbiamo riposto i medicinali e almeno altri 3 o 4 beauty case col cosiddetto "necessaire".
Tia è abbastanza carica. La borsa serbatoio impedisce a Luca di vedere la strumentazione, ma si sa, il vero motociclista la moto "la sente"! ;-)
Con qualche difficoltà mi produco in un' armoniosa staccata di gamba alla Heather Parisi per issarmi su Tia senza urtare/spostare/abbattere la pila di bagagli legata ai lati.
(Ovviamente "qualche difficoltà" si traduce con "un breve siparietto tragicomico".)
Partiamo dopo una breve sosta in ufficio da Luca per caricare un po' di canzoni sul suo mp3 dato che il mio, guarda caso, non si può caricare senza l'ausilio di un pc. Ah! La tecnologia!!
Ad ogni modo PARTIAMO. Non c'è traffico, è lunedì, si viaggia bene a parte i camion. Mi godo l'autostrada, sono ancora in ottima forma, come può esserlo la eli, e arrivo alla prima sosta in autogrill, poco prima del confine francese, ancora fresca e riposata.
La nostra prima tappa è Aix-en-Provence, 494 Km e 8 ore di viaggio in sella.
Le autostrade francesi sono ampie, ariose e corrono lontane dai centri abitati. Incontriamo il primo incidente (ne abbiamo visti 3) con un tir di sbieco sulla carreggiata, ma, pare, nessun ferito. Rallentamento tranquillo. In sosta in un autogrill noto una 2Cavalli versione limosine che attira la mia attenzione: oltre i due posti davanti c'è un caos variopinto di vestiti e valige e al volante due inglesi che hanno l'aria di divertirsi un mondo. Tornano dalla Turchia, sono partiti dall'Inghilterra...devo dire che mi mettono di buon umore.
Quando viaggi in moto capita una cosa strana: la fatica ti fa sentire più vicino ai tuoi simili. Ti senti solidale col camionista che guida da ore, sorridi complice alla zavorrina che monta in sella e noti gesti di inaspettata gentilezza da parte degli automobilisti fermi in coda che si fanno da parte per lasciarti passare.
Un altro motivo d'esaltazione e preventiva ansia è il lancio della monetina ai caselli autostradali francesi. Si possono pagare in vari modi, infatti, i micropedaggi di pochi euro posti ogni 10 Km o quasi sulle loro strade: telepass/carta, contanti al casellante se non si ha la cifra esatta o contanti nell'automatico, da lanciare rigorosamente nell'ampio canestro. La faccenda è divertente non fosse che in moto non è che puoi metterti a contare le monetine per vedere se le hai esatte e quindi arrivavo sempre alla barriera in ansia. Ho anche provato ad aprire prima il portafogli: ho perso 10 Euro, tristemente portati via dal vento..
Arriviamo alla meta che è ormai pomeriggio inoltrato dopo aver vagato un po' alla ricerca dell'hotel che il nostro navigatore non si decideva ad individuare.
Inutile dire che più di una doccia non sono riuscita a fare ed abbiamo pure cenato in hotel, un po' provati anche perchè fuori allenamento.
Ci aspetta una notte di riposo, ma l'indomani si riparte per Toulouse.
- TO BE CONTINUED -



1 commento:

oscarcolombo ha detto...

...e mi ti vedo con una lacrimuccia, che volti la testa a rallentatore e segui, con uno sguardo di disperata rassegnazione un diecieuro che farà le sue vacanze in camargue. Stacco. Luca: "cos'è successo?" Eli: "vai!".
davanti al sole arancione del tramonto passano una moto che sfreccia dritta e orizzontale e una banconota che volteggia piano fino a terra.

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